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Dal 1° gennaio l’Ires va al 24%

Dal 1° gennaio 2017 gli utili derivanti da reddito d’impresa saranno tassati tutti al 24%. Da un lato, per le società di capitali e gli enti individuati dall’articolo 73 del Tuir (inclusi i trust), troverà applicazione la riduzione di aliquota prevista dalla legge n. 208/2015. Dall’altro, per gli imprenditori persone fisiche, sia in forma individuale sia societaria, debutterà la nuova Iri. Restano esclusi dalla riduzione dell’aliquota Ires la Banca d’Italia, gli enti creditizi e finanziari, per i quali scatterà un’addizionale di 3,5 punti percentuali che lascerà invariato il prelievo sui profitti al 27,5% (ma gli interessi passivi diverranno integralmente deducibili). È questo l’effetto combinato derivante dalle disposizioni dalla legge di stabilità per il 2016 e della legge di bilancio 2017, che sarà pubblicata domani in Gazzetta Ufficiale. I commi 547 e seguenti del provvedimento danno infatti attuazione a quella «flat tax» per imprenditori individuali e società di persone che, sebbene prevista dalla legge delega n. 23/2014, non era mai stata introdotta. Con l’obiettivo di incentivare il reinvestimento degli utili all’interno delle piccole e medie imprese, infatti, si renderà applicabile un prelievo fisso del 24%, uniformando il trattamento tributario rispetto a quanto avviene per le società di capitali. Gli utili prelevati dall’imprenditore individuale o distribuiti dalle società beneficiarie, invece, continueranno a essere assoggettati a Irpef progressiva in capo al soggetto che li percepisce (e deducibili dalla base imponibile Iri). Così come la monetizzazione di riserve formate con utili di periodi d’imposta precedenti.